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Kosutnikov Turm 2134 m e Ostrv 2124 m

La cresta delle Caravanche fra il passo Ljubelj e Jezersko, lunga una decina di km, prende il nome dal cervo femmina, per l’appunto Kosuta, con parecchie cime che superano i 2000 metri, pareti rocciose verso l’Austria a N e più erbose verso la Slovenia (notizie prese dalla guida di Tine Mihelic “Escursionismo in Slovenia, Alpi Giulie ecc., con belle foto e del quale avevo già verificato l’attendibilità). Il libro non descrive la salita della cima in oggetto, accennando solamente che oltre a essere la più alta è anche la più impegnativa, ma consultando la carta vedo che ci sono due percorsi segnalati dalla Slovenia SE e da SO. Propongo la gita a tre amici che acconsentono, siamo sempre attirati da un insolito posto da scoprire al di là del già visto, anche se parecchio distante, quindi valico di Fusine e giù per la valle della Sava, solo che da poco era stata introdotta l’onerosa Vignetta, solo annuale all’epoca, per l’autostrada,  scendiamo in alternativa la statale e a un paese dove si sta svolgendo una sagra siamo spediti  in una variante dove ci perdiamo su stradelle sterrate attraversando remoti villaggi, in fine capitiamo proprio a Trzic, cittadina sulla strada del Ljubelj, nostro riferimento. Qui entriamo in centro e con qualche ulteriore peripezia riusciamo a individuare la via per Jelendol, quattro case, termine dell’asfalto, poi sullo sterrato proseguiamo fino a un fangoso parcheggio a circa 1100m. Proseguiamo sulla strada (il fango a causa di lavori forestali), con la nebbia che ci accompagna fino alla bella malghetta Dolga Nijva a 1300m, oltre questa saliamo in direzione Est a una vasta insellatura dove troviamo dei cartelli con varie indicazioni fra cui la nostra. Il sentiero all’inizio nel bosco poi per ripidi prati con qualche facile tratto a rocce esce a una forcella fra la Torre e la Tolsta(grassa) Kosuta, la cima più a Est del piccolo gruppo, poi verso NO, con percorso simile al precedente usciamo sulla cima, subendo immediatamente l’accattonaggio dei gracchi, dobbiamo arguire da questo che la cima non rimarrà solitaria a lungo. Arrivano difatti parecchi austriaci in salita da Nord, dove esiste una ferrata. In discesa scendiamo a SO, all’uscita della via attrezzata,  da dove la cima si merita il nome di Torre, per continuare verso O per divertente cresta con simpatici passaggi su roccia piuttosto solida anche assicurati fino alla cima dell’Ostrv, di soli dieci metri più bassa. Il percorso dell’intera cresta dovrebbe essere molto interessante ma richiede parecchio tempo a disposizione, onde riguadagniamo la forcella calandoci a SO, più o meno sul tipo di terreno della salita capitando nei pressi del rifugetto piuttosto affollato. Appetitosi piatti di carne vengono serviti, la cuoca a cenni ci fa capire che sono esauriti, ma con l’aiuto di un interprete fortunosamente rintracciato ci facciamo un sostanzioso quanto ottimo minestrone con carne (di Vacca, precisa l’interprete), accompagnato da un paio di birre e un digestivo.

2 Novembre 2008, poco più di cinque ore.

 

 

Categorie:Karavanke Tag:,
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