Home > Alpi Carniche > Cima Est della Cresta di Enghe, un monte in due comode rate – Gruppo dei Clap

Cima Est della Cresta di Enghe, un monte in due comode rate – Gruppo dei Clap

21 Settembre 2011 – Campanile di Mimoias

Due noti escursionisti risalgono la Val Pesarina fino al parcheggio all’inizio della forestale che porta alla casera Mimoias abbandonano qui la vettura e si avviano alacremente verso quest’ultima disdegnando la stradina per salire direttamente nel bosco, riescono su questa, a sinistra va in leggera discesa, a destra sale, da esperti i nostri la attraversano continuando a salire nel bosco, alla prossima intersezione la prenderanno. Ambedue ci sono stati più di una volta quindi non ci sono problemi. Escono poi più in alto in una vallecola con alte erbe e detriti fra due costoni alberati senza alcuna traccia umana e credendo di essere sulla destra della strada sono sicuri di trovare prima o poi il sentiero proveniente dal rifugio De Gasperi a quando vedono una traccia che porta sul costone di sinistra si rallegrano, gli sprovveduti, e salgono ripidamente fra abeti e mughi: alla fine la dorsale si esaurisce alla base di pareti rocciose piuttosto repulsive e i dubbi che già cominciavano a frullare nei loro cervelli si concretizzano: devono aver commesso qualche piccolo errore. Si guardano in giro e molto più in basso notano una malga che guarda caso è nella valle che da forcella Lavardet scende a Campolongo, ergo le pareti che li sovrastano sono della Creta di Mimoias. Ridiscendono imprecando allo scomodo vallone e proponendosi di raggiungere almeno la casera sperano di trovare una parvenza di sentiero che attraverso il costone opposto li conduca a questa. Dopo qualche tentativo frustrato dalle lussureggianti mugaie alla fine una traccia c’è, anche se comporta qualche peripezia, fra le quali un alveare dove se chi conduce resta illeso il secondo viene assalito prendendosi varie dolorose punture, ma la loro perseveranza viene in seguito premiata. Eccoli alla strada, arrivano alla simpatica radura della casera (in quattro ore!!), ma sono ormai allo stremo delle forze. Non ancora domi, dopo una sosta ristoratrice al vicino ruscello, per vedere almeno da vicino la fallita meta dirigono i propri passi al Passo Elbel, incrociano due altri escursionisti abruzzesi ancora più malconci provenienti da Sappada via Passo Mimoias che fanno lo stesso percorso e addirittura li sorpassano. All’ultimo tornante della ex mulattiera uno dei due esterna al suo degno compare l’idea che già da un bel po’ gli frullava nel cranio, ovvero di salire il sovrastante Campanile di Mimoias , 1998 m, per la via normale dello spigolo Nord, 40 m di secondo grado. Proposta accettata, hanno con loro 20 m di cavezza, lasciano fra i mughi tutto il resto e si impegnano su questa che non è friabile come asserito dalla guida, salvo gli ultimi metri di crestina alquanto traballante e senza adoperare i venti metri , placate infine le loro furie alpinistiche ora possono avviarsi verso il punto di partenza e la  sottostante trattoria al Pian di Casa che fa cucina non stop.

27 Settembre 2011, Cresta di Enghe, cresta ESE, pass. fino al primo grado sup.
Una settimana dopo cambia il mezzo ma non l’equipaggio. I soliti noti ripartono memori degli errori compiuti e salgono velocemente al passo Elbel. Decidono di salire direttamente dal passo per i ripidi verdi con qualche passaggio su rocce sorprendentemente solide su labilissime tracce con qualche parere discordante su da che lato alzarsi e prevale chi è davanti che obliqua a destra capitando all’inizio della esposta cengia detritica, segnalata miracolosamente da ometti che consente il superamento della cresta secondaria che preclude l’accesso diretto alla cima. Entrano nel gran canalone giusto sopra un bel salto, ora il fido Gaberscik dice di non proseguire in questo ma su quello a destra, ma quale visto che sono parecchi? I due, in assoluta mancanza di tracce umane salgono parecchi metri il primo, dopo per la par condicio ne escono con un bel volteggio per il secondo, salgono anche questo trovandosi alla fine di questo su una cresta che mena diritta con bel percorso verso la vetta che è a sinistra,  qui adocchiano un pleonastico ometto meritandosi finalmente la cima Est, m 2365, dotata anche di un libro di vetta sul quale leggono le preoccupazioni (e le maledizioni ai costruttori dei mucchi di sassi) dei predecessori riguardo alla discesa. Uno dei due se ne va pure a visitare quella centrale, mentre la O, la più alta, distante e con difficoltà alpinistiche la tralasciano, per oggi sono appagati. In discesa, per variare, scendono per altri lochi, ingannati o messi sulla giusta via, questo non si sa, comunque arrivati sopra il salto imbroccano di nuovo la cengia dopo di che scendono abbastanza prudentemente i prati ricchi di fiori ma sui quali una scivolata non sarebbe molto igienica. Li aspetta di nuovo al solito Pian di Casa la sperimentata amatriciana. Ambiente piuttosto selvatico, la roccia è affidabile, dei segni non hanno trovato traccia alcuna.

Il ruscello presso la casera

La Cresta di Enghe

A sinistra inizia la cengia, chiave della salita

La cengia

Un passo su bella roccia

La meta dalla cresta finale

Da sin, cima E e i Clap visti dalla cima centrale

Erba Ursina

Punto ristoro con vista

  1. Non c'è ancora nessun commento.
  1. No trackbacks yet.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: