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Crodon di Scodovacca (2389m) dal bivacco Montanel

Per salire questa ulteriore negletta cima bisogna passare da Domegge nella valle del Piave, quindi dal Cadore. Dall’ameno paesotto si scende a varcare su un ponte il lago di centro Cadore e dalla sponda oppostaverso nord a una stradina con indicazioni per rotabile moolto stretta e ripida a un ulteriore bivio con indicazioniper il rifugio Cercenà a m 1051 m e qui si abbandona il mezzo meccanico. Il dislivello è quindi considerevole, oltre 1300 m. Si prosegue per sentiero segnalato nel bosco che quando si dirada apre delle stupende visioni verso le grandi Dolomiti, di Sesto, Marmarole, Antelao e Pelmo che sono schierate al nostro cospetto. Con pendenza costante si arriva in in tre orine al Bivacco Montanel in una schiarita del bosco e poco sotto il suo limite, chiusa da tre lati da un anfiteatro di crode, sulla destra si individua dopo una foresta di guglie minori la vetta in questione. Il bivacco, in legno, è chiuso, resta aperto una specie di non molto ospitale locale invernale con qualche spartana branda. Qui l’unico sentiero segnalato prosegue dietro al bivacco alla volta della cima del Montanel 2461 m, la sola con una parvenza di frequentazione e che avevo salito,  già innevato, parecchi anni fa in una entusiasmante salita autunnale: ci si incammina dunque su questo segnavia e in breve tempo  si rivela il ripido canalone ghiaioso che porta alla sella fra la Croda di Mezzo,più alta, e la nostra desiata Croda. Abbandonato quindi il sentiero e un compagno poco smanioso di dolomia sgretolata nelle varie misure che aspetta gli incauti, si traversa con libero percorso la fiumana detritica portandosi faticosamente all’imbocco del remunerativo e senza traccia umana suddetto canale che mantiene le sue ravanose promesse. Usufruendo delle poche lingue di neve ancora presenti, scegliendo le zone a grana più grossa e tenendosi vicino alle alle pareti laterali se ne viene infine a capo: la Forca del Crodon raggiunge i 2330 m, ed è, come di consueto fra queste innumerevoli torri, quasi più alta della cima. Da quest’ultima, con difficoltà minori delle aspettative, su tracce per terreno ripido ghiaioso-roccioso al culmine, che presenta altre di poco minori sommità che consentono con poca fatica  e su crestine facili ma esposte di variare il paesaggio di per sè molto istruttivo verso Spalti, Monfalconi, Cridola, Cima dei Preti, delle Dolomiti maggiori s’è già detto. Il ritorno viene effettuato con una variante possibile: alla base del canale si obliqua a sinistra lungo una labile traccia nelle ghiaie a rintracciare, con l’aiuto del lato B, un ometto che districandosi tra i mughi secolari, e questi finora mancavano, riportano al bivacco e per la via dell’andata all’agognato rifugetto.
Il sentiero per il Biv. Montanel
Marm, Dol. di Sesto
Arrivo al Biv. Montanel
4 Luglio 2010  
Categorie:Dolomiti Friulane Tag:
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