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Cima di San Francesco 2254m, la disertata normale dalla Val Senons

Al centro la Cima di S. Francesco il mese seguenteOra che la stradina sterrata che saliva al rifugio Pussa 930 m è interrotta sine die a causa della grande frana scesa dalle Pale di Cione restano precluse tutte le possibilità di approccio alle più belle cime del gruppo Caserine-Cornaget. In attesa di una riapertura, naturalmente dopo attento monitoraggio e conseguente messa in sicurezza, per dirla in politichese, e visti i tempi biblici di esecuzione delle opere pubbliche con i conseguenti costi,  non rimane altro che ricordare qualche salita dei tempi andati, fra queste le più recenti risalgono all’autunno di due anni or sono. Oltre al rifugio già citato, gli unici altri due punti di appoggio sono il bivacco a semibotte Anita  Goitan a 1810 m con un ripidissimo sentiero di accesso e la più agevole casera Senons a 1328 m ristrutturata a bivacco, raggiunta da una stradella forestale (con divieto), testimone di una gloriosa marronata con conseguente discesa al chiaro di luna. Tuttavia i percorsi si possono anche fare in giornata da casa, come d’altronde è sempre stato fatto.

28 Ottobre 2009

Si risale la Valcellina, poi verso Claut e prima di arrivarci (subito dopo il ponte sul torrente Settimana) si prende a sinistra e in 12 km, con bel percorso alternativamente sui due lati del torrente con sulla sin. orografica le lastronate del gruppo in questione e sulla destra le cime del gruppo del Pramaggiore si arriva all’amena radura con sorgenti e ruscelli, con il rifugio oltre il torrente e dove si parcheggia. Senza passare dall’ostello già detto ci si incammina lungo la forestale arrivando in circa un’oretta alla malga Senons. Pace assoluta e completa immersione nei colori autunnali. Continuando ora su sentiero verso Sud ci sono due possibilità, è preferibile quella di destra, comunque entrambe portano in direzione della visibile forcella del Pedole, fra il Caserine Alte e il Chiarescons. Quando il bosco misto diventa a larici e mughi si abbandona anche il sentiero mirando a una forcella fra il caratteristico Corno di Senons e la nostra cima, richiedendo un po’ di esercizi ginnici fra massi mugaie e erbe alte. Fine della vegetazione, ora si deve risalire un micidiale canale di ghiaie poi una rampa con dei facili passi su roccette costeggiante i precipizi rossastri SE del S.Francesco sulla destra arrivando provati alla cresta spartiacque fra la valle di salita e il versante Sud da cui ci si potrebbe calare alla casera Podestine, quindi all’alta Valcellina. Qui si abbandona parecchio peso, ci si veste da alpinisti con imbrago e ammennicoli vari più una mezza corda. La quota è di 2100 metri. Avanti ora a destra su una cengia fino a un canale roccioso che arriva a un intaglio. L’ultimo tratto, una parete piuttosto ripida non ha passaggi obbligati e in breve ci si trova su una meritevole quanto solitaria vetta . La nitida atmosfera autunnale, con i monti più alti già bianchi di neve, permette di spaziare con la vista a giro d’orizzonte e i due anziani alpinisti quasi si commuovono. In discesa, visto che la corda è  finora rimasta inoperosa, fanno anche una breve doppia in un saltino nel canale, e poi si lasciano scivolare agevolmente sull’ora amico ghiaione che tanti sudori era costato all’andata.
Tracce umane zero, secondo grado dai 2100  metri alla cima.

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