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Croda dei Rondoi (Schwalbenkofel, 2873 m) – La Normale dal Rifugio dei Tre Scarperi

Il gruppo Rondoi-Baranci è il più settentrionale delle Dolomiti di Sesto e pur trovandosi nei pressi della Val Pusteria e delle amate località turistiche di Sesto e San Candido non è molto visitato dai turisti (la vetta più battuta sono la Cima Piatta Alta e la vicina Croda dei Baranci che non oppongono difficoltà di rilievo, su questa gita ho già pubblicato un articolo). La via comune è stata aperta nel 1878 dalla guida Michele Innerkofler con il barone ungherese Roland von Eotvos nel 1878, l’approccio più favorevole per questa e altri itinerari rimane la Val Campo di Dentro, cui si accede svoltando a sinistra fra i due paesi citati, ai tempi si poteva salire fino al parcheggio a 1500 m, ora il traffico è regolamentato che complica un po’ la vita, comunque c’è un servizio di pullmini, da qui in 20 minuti si arrivava al rifugio dei Tre  Scarperi a 1617 m, noto per le prelibate focacce ai frutti di bosco. All’andata non abbiamo tempo per queste divagazioni e come il nostro assessore regionale tiriamo diritto (l’aveva già detto qualcuno aggiungendo “spezzeremo le reni alla Grecia” e si è visto com’è finita) continuando sulla stradella di fondo valle che in seguito si riduce a sentiero (n. 105), a un primo bivio lasciamo sulla destra il sent. n. 8 mantenendoci nel solco principale. Alla seconda biforcazione deviamo invece a destra, ne troviamo ancora una a q. 1895 m, ultima acqua e in luogo molto bello,  e qui stiamo a manca sul meno frequentato n. 10 che sale tutto il vallone fino al Passo Grande dei Rondoi, 2289 m. Più complicato da descrivere che a farsi, con una cartina non ci sono problemi. Intanto ammiriamo le verticali e  anche strapiombanti pareti che la nostra croda espone verso la Valle Campo di Dentro che culmina sul passo in forma di ardita quanto inespugnabile torre. Dalla forcella si apre la vista sulle Tre Cime, dalla destra scende un erto ghiaione, lo rimontiamo faticosamente uscendo infine alla forcelletta dei Rondoi, 2672 m, attacco della via normale e inusuale vista sulle Dolomiti di Sesto, 1100 m di dislivello, tre ore e mezza. La compagnia, per questo genere di salite è piuttosto numerosa, siamo in otto, quindi quattro cordate. L’inizio è poco rassicurante, due chiare pareti di rocce non proprio eccellenti sono separate da una cengia detritica spiovente (qui incontriamo le massime difficoltà della salita, ora pare che poco opportunamente sulla prima sia stata messa una scaletta in ferro e qui finisce la gita per uno dei componenti, ci aspetterà sulla cornice. La via ora si sposta all’ombra del versante Ovest, una serie di cenge intervallate da brevi salti e caminetti rocciosi (sempre sul terzo grado) traversano verso Nord fino a un pendio di detriti che da N sale alla vetta. Gli ometti presenti e qualche chiodo agevolano l’orientamento, 200 m. Vista meravigliosa su tutte le Dolomiti di Sesto, molti altri colossi dolomitici, più lontane le bianche creste di Tauri e Aurine in una giornata di tempo eccezionale.. siamo stupiti e commossi. La discesa è obbligatoriamente sulla via di salita, a volte con l’aiuto della corda, necessaria invece sulle pareti iniziali, con una calata di 50 m si arriva alla terraferma. La sosta al rifugio si protrae alquanto, in pratica siamo partiti da Udine alle 5 (del mattino) e vi facciamo ritorno alle 11 di sera. Oltre al classico Berti avevamo la relazione del Buscaini in “Dolomiti, le Vie Normali”, ed. Zanichelli.

1 Bovini in val Campodidentro

2 La Punta dei Tre Scarperi

3 Sosta all'ultima acqua

4 Campanule

5 E rododendri

6 Salendo al Passo Grande dei Rondoi

7 Due amici in controluce

8 Dalla Forcella le pareti N delle Tre Cime

9 A N spunta il Collalto

10 La Croda si presenta alquanto ardita

11 Per la forcelletta dei Rondoi si risale un micidiale ghiiaione

12 Dalla forcelletta il Cristallo

13 La via supera la due paretine sotto lo spigolo poi si sposta a sin. nell'ombra

14 Le Tre Cime dall'attacco

15 La paretina iniziale

16 L'ombroso versante Ovest

17 Detriti nell'ultimo tratto

18 Tutti in vetta

19 Marmarole  Sorapis e Cristallo, in basso il lago di Misurina

20 L'Empireo delle Dolomiti (A. Berti)

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