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Monte Cernera on the road

La montagna in questione, quota 2657 m, si trova a Sud del passo Giau (2236m) dove passa la Statale nonché a SO della cresta principale comprendente le maggiori cime del Gruppo della Croda da Lago e separata da questa dalla forcella Giau, valico pedestre. Devo dire che degli itinerari descritti sulla Guida del Berti, preziosa in altri casi, non ci ho capito granchè, solo che la normale è data come “elementare”, in mio aiuto è giunta la descrizione trovata sul sito Vie Normali che ho prontamente stampata. Non oso proporla ad alcuno, farsi 400 km per poco più di 400 m di dislivello avrebbe suscitato non poche rimostranze ed obiezioni, però aggiungendovi una galoppata con la Banditona che non vede l’ora di sgranchire i suoi poderosi quattro cilindri può diventare una cosa abbastanza interessante. Metto gli scarponi nel baule e lo zaino sulle spalle, niente viveri solo una borraccia riempita a metà e prendo l’abbrivio, prima la Valcellina con discesa a Longarone e su verso Cortina. Alla periferia di questa sono costretto a fare una sosta, ho sottovalutato il clima primaverile e mi ritrovo con le mani congelate tanto che non riesco neanche a slacciare il casco, il caffè mi rianima e il sole comincia a scaldare, ho qualche possibilità. Da Cortina salgo verso il Falzarego per svoltare verso il passo Giau. Le strade si sono ripopolate, per la gran parte da motociclisti di lingua tedesca, loro sì attrezzati, potrebbero affrontare per come sono messi un’altra ritirata di Russia. Sulle curve sembra di essere alle qualifiche di un Gran Premio, non raccolgo guanti di sfida (in altri tempi lo avrei fatto) e finalmente arrivo al passo. Devo solo togliere casco e giubbotto e cambiare le calzature, i jeans che indosso sono più che sufficienti per questa gita turistica, l’imbocco del sentiero è di fronte al bar pochi metri a sinistra (versante Cortina) e in pochi minuti lascio l’urlo lacerante dei motori per inoltrarmi nel silenzio. Il Cernera è proprio di fronte, il sentiero n. 436 si dirige verso la Forcella del Col Piombin fra prati, fiori e qualche marmotta e un unico rappresentante umano che va in senso inverso. Alla forcella, come promesso dalla relazione, c’è la tabella che indirizza a destra verso la meta. I bollini rossi sono sbiaditi, ci sono comunque anche le tracce, si prosegue in salita sotto le pareti, trovo anche la breve placca attrezzata, quindi delle lingue di neve. Sulla seconda perdo la traccia. Prima della neve avevo visto un colatoio roccioso bagnato, torno indietro per controllare se magari i segni vanno su di lì, come disse qualcuno “è giunto il momento delle grandi decisioni” e si è visto poi com’è finita. Risalgo il versante a sinistra dell’acqua su roccette che definire di qualità passabile sarebbe un complimento, poi la pendenza diminuisce e l’imbuto si allarga ed esco ai prati della cima insolitamente vasta, laggiù a Ovest appare la Croce di Vetta. La raggiungo, con un sospiro di sollievo la traccia della normale che scende a N è ben visibile, ora posso permettermi di ammirare il panorama a 360° sulle Dolomiti, Orientali e Occidentali, è veramente strepitoso. Non si vive sola acqua, altro non ho e mi avvio. Incontro una coppia di tedeschi con cagnolino che salgono intanto che il sentiero si dirige facilmente all’orlo delle rocce, imbocca anche qui un colatoio nero e bagnato con il fondo nevoso ma il cavo d’acciaio  lo rende del tutto facile, alla base si traversa a destra, oltre alla placca trovo ancora un tratto attrezzato, dopo questo arrivo al nevaio che mi ha tradito il salita, la traccia era più in basso, solo un cieco poteva perdersi. Senza altri inconvenienti arrivo al passo, una birra è quella ci vuole. Al banco non c’è nessuno, dopo di me arrivano altri 3 clienti che vanno alla cassa e il barista. Vengo aspramente redarguito perché non mi sono messo in coda (dietro quelli arrivati dopo), non voglio mettermi a litigare, non volevo fare il furbo, non lo sono mai stato nella mia vita e ormai è troppo tardi per cambiare. Per il ritorno scendo in Val Fiorentina, via Forcella Staulanza la Valle Zoldana poi riprendo la Valcellina. 3-3-3 sono gli orari equamente distribuiti fra andata, escursione e ritorno il 20 giugno 2011.

1 Passo Giau

2 Il Monte Cernera

3 Forcella del Col Piombin

4 Soldanelle

5 Il cavo sulla placca

6 Fanis e Cunturines

7 Il colatoio di salita

8 La vasta cima

9 Fanis, Tofane e Croda Rossa dalla cima

10 Vista sul Sella

11 La Marmolada

12 Tedeschi con cane sull'ultimo tratto della normale

13 Il canalino bagnato in discesa

14 Verso O riconoscibile la Furchetta

15 La Tofana di Rozes fuma come un vulcano

16 Fiori a me sconosciuti

17 Marmotta a lato del sentiero

18 L'adiacente Croda da Lago

19 Il Pelmo dalla Val Fiorentina

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