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Pala dei Laris 1914 m, nel selvaggio ambiente delle Crete di Palasecca

Una lunga cresta frastagliata in selvaggi risalti e torrioni dal Sernio scende a SSO in direzione dell’Amariana è denominata Crete di Palasecca, una sola è cima abbastanza frequentata, il Palevierte, che ha la via segnata nonché inserita nel sito escursionistico più importante della regione. L’itinerario alla cima più alta, la nostra Palasecca o Cima dei Laris è  ben descritta nella guida del Gaberscik che la sconsiglia rendendola così appetibile alle sensibili orecchie dell’autore di queste note. Al primo tentativo, salendo da sopra Lovea verso il Rifugio Monte Sernio, facciamo cilecca, il bivio per la ex Casera Palasecca di mezzo non era segnato e finiamo sulle Crete del Mezzodì. Identico risultato otteniamo la seconda volta, in questa occasione dal rifugio citato imbocchiamo la traccia dell’attacco allo spigolo NO, da qui si potrebbe traversare alla base delle pareti per terreno detritico abbastanza impervio, i compagni oppongono un netto rifiuto, anche per la giornata incerta e discendiamo l’opposto versante alla Casera del Mestri ben ristrutturata, dei benefattori hanno lasciato due bottiglie di vino, ci appropriamo di quella di Refosco dividendola con due sloveni reduci dallo spigolo prima di risalire in disordine di nuovo alla Creta di Mezzodì. 25 Maggio 2014, cambiamo punto di partenza, anziché da Lovea ci avviciniamo da Illegio (Tolmezzo), a monte dell’abitato una strada sistemata recentemente sale a Pra di Lunze, 920 m, una larga sella. Proseguendo ci si cala all’alveo di un rio subito dopo a destra è l’inizio del sentiero 455, ora ben segnalato. Ha parecchi saliscendi, torna di nuovo a una forestale, traversa un bel torrente, alla fine passa dal malmesso ricovero forestale (ex Casera Palasecca di Mezzo), poco oltre si arriva alla fiumana detritica che scende dal Sernio, fine della ricreazione, qui si abbandonano i segni. Scordavo di nominare il compagno, chi se non il Maurin poteva assistermi in questo selvatico mondo? Cominciamo a salire faticosamente verso destra, più in alto sfruttiamo anche delle lingue di neve, un terzetto di camosci attraversano sorpresi poco sopra, in alto la neve aumenta, svoltiamo ancora a destra verso la stretta forcella di Pra Daneit, 1720 m, ci arriviamo con un sinuoso canale nevoso piuttosto ripido, da qui si vede la meta predestinata anch’essa abbondantemente innevata (si sale da N) e l’amico non si è portata la piccozza. La traversata verso l’attacco, parte in cresta parte a Est offre tutte le soddisfazioni dei baranci, qualche risalto di roccia solida permette di tirare fiato, ma a metà percorso un Mauro che non conosco propone la ritirata per mancanza di attrezzature, qualche anno fa avrei proseguito da solo. In discesa ci spostiamo a sin. del canale, i radi mughi alternati ai verdi non ci ostacolano e solo verso la fine all’aumento vegetale ci spostiamo sui sassi. 7 giorni dopo la rivincita, è ora di finirla questa salita. Tutti dotati di piccozza e ramponi rifacciamo lo stesso percorso, oggi siamo in cinque, evitando il canale saliamo sulla destra per verdi e mughi, verso la forcella un po’ di neve se ne è andata. Arrivati a metà della cresta mugosa i tre nuovi adepti rinunciano (anche a noi era capitato lo stesso domenica scorsa), proseguo con Mauro, un quinto tentativo sarebbe vergognoso, una discesa ci porta finalmente in terreno aperto. Il canale fra cima ed anticima è alquanto inclinato però la neve buona non richiede i ramponi che la picca è sufficiente. Stranamente sulla carta l’anticima di sinistra è indicata come Pala dei Laris (1906 m) e la vetta non è neanche quotata, superati i 200 m nevosi usciamo alla forcella, una cresta rocciosa di I conduce alla sospirata vetta, sotto l’ometto troviamo anche il libro, non sfogliabile perché totalmente bagnato. Diamo fondo al solito ½ litro di pessimo rosso che non manca mai alla dotazione del compagno prima di ridiscendere. 4 ore e mezza la salita, sosta di mezz’ora, in discesa altre faticose 3 ½, primo Giugno 2014.

1 Pra di Lunze

2 Le Crete dai ghiaioni

3 Le verdi vallate carniche

4 Camoscio in fuga

5 Forca di Pra Daneit

6 Salita alla Forca

7 Torre di Pra Daneit

8 Pala dai Laris dalla cresta di mughi

9 Al sole la cima del Sernio

10 Le Crete di Palasecca

11 Il Tersadia, sullo sfondo il Coglians

12 L'imbuto detritico in discesa

13 Il rifugio forestale (ex Casera Palaecca di Mezzo)

14 Monte Sernio

15 Il sentiero fra i faggi

16 Si esce dall'alveo del torrente

17 Salita alla forca di Pra Daneit

18 Sulla cresta a volte si esce dai mughi

19 Il canale di salita

20 La sella fra le due cime

21 L'ultimo tratto è roccioso

22 La cresta finale

23 L'ometto di vetta, le Crete e l'Amariana

24 I due protagonisti

25 A E la Grauzaria e le Giulie Occ.

26 Discesa sulla stessa via

26a Nell'intrico dei mughi

27 Ultimo sguardo alla Cima

28 Discesa dalla forca

29 Fioritura sui ghiaioni

30 I Mughetti fioriscono in ambiente più rilassante

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