Home > Dolomiti Friulane > Monte Frugna 1839m, nella natura selvaggia delle Clautane

Monte Frugna 1839m, nella natura selvaggia delle Clautane

Per una volta mi defilo dall’improba fatica di stilare l’aulica relazione della gita delegando a ciò l’amico Claudio, le pessime foto invece sono le mie. Nella guida del Berti la gita è quotata ottimisticamente come turistica.

13-03-2007

Domenica, all’insegna del consueto “Rino ha già fatto tutte le cime almeno due volte” abbiamo proprio raschiato il fondo del barile, andando a recuperare l’ultima grande cima ancora vergine delle pre-pre-Alpi Clautane, il leggendario monte Frugna, agognato ormai da mesi e temutissimo. Che consente peraltro ad alcuni anziani ravanatori di completare in un unico inverno il grande trittico della val Cellina (Zerten-Cornetto-Frugna, altrochè Tomo Cesen sulle tre Nord!)

Il primo grande ostacolo è ovviamente l’accesso  automobilistico alla val Cjaledina, per evitare di dover partire a piedi direttamente dal pur simpatico benzinaio di Cellino. Tra l’altro i migliori di voi ricorderanno una remota epica risalita della valle di 15 anni fa con l’Ansoldi e la 127 di Alessio che raggiungeva la meta ma anche la fine della coppa dell’olio, poi tosto riparata dal meccanico di Claut.

Ma ormai i tempi sono cambiati e l’amena valle si presenta addirittura parzialmente asfaltata, consentendoci di arrivare fino quasi alla testata, dove solo qualche placca di ghiaccio e qualche virtuosismo con le gomme lisce della Corsa ci induce ad abbandonare i mezzi.

E allora inizia l’avventura, perché  dalla forcella Frugna fino in cima, discesa compresa, è uno spettacolare susseguirsi di intenso ravano mugoso alternato ad audaci superamenti di balzi prativi strapiombanti. Perché in una gita può capitare di trovare una fascia di mughi che sbarra la strada, ma qui i mughi continuavano per tutta la salita, senza sosta. Mughi marci e mughi buoni, mughi verticali, mughi bassi, mughi fitti, mughi bastardi, mughi e ancora mughi.

I nostri eroi raggiungono l’intonsa cima pieni di escoriazioni e lividi per l’impavida lotta con l’Alpe mugosa, ed è ancora niente, perché pensano di scendere direttissimamente a valle per i simpatici pendii sudorientali, mai calpestati dai tempi del bisnonno di Corona e pieni di insidie e trappole. Basti solo citare che abbiamo rischiato di smarrire definitivamente l’audace Giorgio quando si è avventurato scomparendo per l’inghiottitoio di un torrente senza fine.

Ovviamente cima selvaggissima in un ambiente sontuoso sotto le grandi pareti del Col Nudo-Teverone-Crep Nudo, esattamente di fronte al Campanile e ai rudinacci vari. Di quelle gite che non si mettono nel database, comunque.

1 Nevai all'ombra del Col Nudo

2 Forcella Frugna e Col Nudo

3  Col Nudo

4 Un tratto in cresta

5 Sullo spartiacque Cjaledina-Vajont

6 Nevai a N della dorsale

7 Mughi verticali a Sud

8 Finalmente si avvista quella che sembra (ma non è ancora) la vetta

9 La cresta sommitale

10 Il filo è alquanto sinuoso

11 Vista su Cima dei Preti e Duranno

12 Vista a NE

13 In cima

14 La cresta del Crep Nudo

15 Il Col Nudo dalla vetta

16 Il bivacco nella radura dell'ex casera Frugna

17 Sopra la val Vajont le ancora più selvatiche Cime di Pino

18 G. in discesa nel letto del torrente

About these ads
  1. Non c'è ancora nessun commento.
  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 52 follower

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: