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Al Tolminski Migovec, cambiando compagni e stagione

Tolminske Ravne 924 m

Per arrivare alle case di Raune , punto di partenza di questa (ed altre) gite dopo Caporetto bisogna scendere a Tolmino, attraversare la cittadina in direzione di S. Lucia e alla fine dell’abitato appena oltre il ponte sulla Tolminka si lascia la strada principale deviando a sinistra (ind. Per Zabce) su una rotabile asfaltata stretta e ripida senza protezioni  che non mi piacerebbe fare se innevata né da passeggero e tanto meno da pilota. Oltrepassato il paese indicato si scende a una gola con una centralina idroelettrica il resto è tutto in salita con incroci problematici (del resto come nel primo tratto), l’unica alternativa è la forestale che sale a Planina Kuk per la quale valgono le stesse considerazioni salvo il fatto che è anche in gran parte sterrata. Arrivando a Ravne si resta sorpresi invece dal luogo molto pastorale, si trova su una sella e al di là di questa bei prati con alberi da frutta sovrastati da una cerchia di cime accolgono il visitatore. Stavolta passo il testimone della guida ad altra persona che dispone di un fuoristrada nuovo, si dichiara pronta ad affrontare ogni difficoltà, io al massimo ci metterò un po’ d’ansia ma non la fedele RAV. Va bene anche stavolta anche pur se con qualche patema dei passeggeri  e le lamentele dell’autista.

 Il fortino sulla sella

 Tolminske Ravne

 Fienile

7 Vista sull'ameno villaggio di Ravne

Tolminski Migovec 1881 m, una salita primaverile

Compagni nuovi per questa gita,  ci sono due accompagnatori della SAF oltre all’autista, a nostra disposizione abbiamo la solita  cartina al 60.000, passando accanto alle case (abitate tutto l’anno) un tratturo scende al alveo secco del torrente con al di là una fontana per proseguire verso il rifugio Planina Razor che oggi non fa al caso nostro, la meta prefissata è un avancorpo  a SE della cresta principale ben visibile dal villaggio verso il quale rivolge degli amabili dirupi rivestiti in basso dai mughi, quindi svoltiamo a sinistra prendendo una traccia che con alterne fortune fra qualche protesta alla fine esce sul battutissimo sentiero della Tranverzala che seguito a manca giunge infine alle casere Kal 1490 m, poco a valle di una sella. Intanto la giornata inizialmente soleggiata si va guastando e siamo immersi nella nebbia e due dei partecipanti danno forfait. Con il rimanente più deciso ci alziamo sulla destra del sentiero principale (che valica la forcella per poi dirigersi ai rifugi del Monte Nero) per una traccia che sfrutta i resti di un sentierino militare dapprima in parte invaso dai mughi che in seguito si sposta meglio conservato sul versante Nord della montagna dove resistono ancora i nevai che a volte si attraversano e altre si risalgono fino a uscire su una specie di altopiano con numerose quote. Arrivati su una di queste diamo per assodato, con visibilità ridotta a pochi metri, che sia la nostra cima e ridiscendiamo. Alla malga riabbracciamo figurativamente gli amici, non sono stati inerti arrivando in cima alla Grusnica 1570 m che si trova nel senso opposto della nostra. Per scendere optiamo per la mulattiera militare che con pendenza costante e innumerevoli tornanti  scende nella faggeta mentre comincia a piovigginare, ci deposita ai prati di Ravne.  6 ore soste comprese, circa 1000 m di dislivello, 9 maggio 2010.

 Sosta ai limiti del faggeto

 Il Migovec

 Il sentiero della Traversata Slovena

 La malga Kal

1Salita alla cima

 Nella nebbia

 Uno dei cocuzzoli dell'altopiano sommitale

 Discesa sotto la pioggerellina

Rientro ai  prati del villaggio

L’infrasettimale dei pensionati a dicembre

Non mi dispiace ripetere la gita specialmente se prima è stata funestata dalla nebbia, arriviamo a Tolmino con la nebbia notturna in dissolvimento lasciandosi dietro la galaverna, oggi tocca al sottoscritto mettere in prova  le sue doti di guida, la brina sulla strada crea qualche allarmismo fra i passeggeri anche se il traffico nullo ci favorisce, il piccolo parcheggio di Ravne salvo il nostro mezzo è deserto e tale resterà tutto il giorno. Non ci facciamo fregare per l’avvicinamento (grazie alla nuova segnaletica) e saliamo lungo la mulattiera fatta in discesa nella scorsa occasione e ben prima della malga Kal incontriamo la neve. Da qui ci alziamo verso un segnale che indica la nostra meta e fra i mughi profittiamo delle tracce lasciate da altri escursionisti come noi incerti sul percorso fino a che finiamo tragicamente nei mughi sicchè anche oggi perdiamo un compagno (che si porterà sul cimotto salito dai disertori della precedente gita, ma di questo saremo edotti al ritorno). Dopo un’ora di dura e impari lotta coi baranci di veneranda età arriviamo a un canalone di neve dura già adocchiato in precedenza , riponiamo i bastoncini per estrarre la più adeguata piccozza, superiamo un banale restringimento roccioso in artificiale mugosa seguita da un altro tratto di neve e felicemente usciamo sulla retta via che non è altro se non il sentiero calpestato, ci eravamo spostati troppo a sinistra all’inizio. Dopo un traverso saliamo direttamente un pendio abbastanza impiccato dove uno dei tre mette mano ai ramponi, altra traversata a destra e altra china poi il percorso si addolcisce e esce sull’altopiano finale (qui eravamo arrivati la volta precedente). In attesa degli amici lievemente attardati mi sposto a un rilievo con ometto verso destra, non è ancora la quota massima, si raggiunge facilmente traversando a Ovest, è munita di libro di vetta e timbro, i due predecessori della Domenica sono di Tolmino e anche loro hanno vagabondato non poco per trovare il percorso. Mi raggiungono anche i due compagni ad ammirare il panorama offerto dalla giornata eccezionale che arriva fino alla Dalmazia e meriterebbe una lunga sosta ma tant’è dalla cima non si può che scendere. Ci cauteliamo forse a torto anche con i ramponi, ora  la neve con il sole fa zoccolo ma li teniamo fino a dove imbocchamo il sentiero. Il dopogita a Zatolmin, una grigliata di carne(scandalosamente senza aglio e cipolla, non è più la Slovenia di una volta) annaffiata da un paio di lasko é quello che ci vuole per ritemprare le forze.

12 dicembre 2013, quasi cinque ore la sola salita.

 Tolminske Ravne

 La mulattiera

 Appare la Cima

 Casere Kal

 Dura lotta coi baranci

 Nel canale

Il passaggio roccioso

 L'ombra delle colline

9L'estetica piramide del Bogatin

 Sui pendii

 Il Monte Nero

 Ancora terreno ripido verso la fine

La meta è raggiunta

 Dall'ometto di vetta il Nero con più lontani Canin Montasio e Jof Fuart

 Scendendo l'Adriatico risplende al sole

 In discesa

 A Planina Kal

 Il Migovec al tramonto

 L'anfiteatro di Ravne

  1. Giampietro
    dicembre 27, 2013 alle 2:33 pm

    Complimenti Rino. La documentazione e gli scritti sono notevoli. Dovresti raccogliere il tutto in un libro: “la montagna: racconti e amici”. Auguri per un felice anno nuovo. Giampietro

    • dicembre 27, 2013 alle 3:05 pm

      Mi fai arrossire ma contraccambio gli auguri, mandi
      Rino

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