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Monte Borgà (2228 m) – parecchie incognite nella traversata da Casso a Erto

Nei favolosi dieci anni a cavallo del ’90 nella bella stagione mi dedicavo, come Mauro del resto, all’arrampicata ma ciascuno con i propri compagni che all’arrivo del freddo si dileguavano chi verso le soleggiate falesie mentre altri optavano per gli sci di fondo o discesa, discipline alle quali non sono mai, nonostante qualche tentativo, riuscito ad appassionarmi. Si riformava allora la strana coppia Mau/Rino che nonostante la distanza anagrafica di venti anni condivideva i medesimi obiettivi, a volte coinvolgendo degli altri ma anche da soli. Il Borgà è il pilastro meridionale nonché il più elevato del crestone che dalla Cima della Spalla del Duranno fa da spartiacque fra la valle del Piave, 1700 m più in basso, e la Val Zemola. Ben riconoscibile dalle Dolomiti sovrasta con il suo versante più accessibile Erto e Casso e da quest’ultimo (964 m) ci muoviamo il 15 dicembre del ’91 lasciando l’auto all’inizio del paese, caratterizzato da strette stradine, case con muri e tetti di pietra in schietto stile locale ma scarsa popolazione, tempo bello stabile ma piuttosto freddo. Lo attraversiamo in direzione Ovest passando a monte del cimitero. Il sentiero ben evidente, attualmente con il n. 393 ma al tempo mancante sale con percorso vario e belle vedute sulla valle del Piave e non abbisogna di descrizioni. In alto bisogna rimontare i ripidi pendii erbosi chiamati Praliss del Salta, montagna che li sovrasta con le sue chiare pareti, si sale alle base delle rocce e con un traverso a destra poi salendo diritti si arriva alla Forcella Piave, già sui 2000 m. Finora di neve non ne abbiamo vista, ma ora che il sentiero si sposta a settentrione ne troviamo anche troppa, non è trasformata, il compagno mi incita a andare avanti mentre resta prudentemente alle mie terga. Sprofondando nello strato polveroso e inconsistente dove la tenuta della piccozza è quanto mai aleatoria sopra insondabili abissi mi rendo conto che di qua non si va da nessuna parte, forziamo allora il passaggio a destra per portarci sulla cresta con qualche rogna supplementare. Usciti al sole ci dà il benvenuto un passaggio delle Frecce Tricolori, non ci resta che andare avanti tagliandoci così la via di un’eventuale ritirata. La cresta risulta sottile e frastagliata con passaggi su roccia e erba, sempre meglio comunque del freddo percorso precedente, poi piano piano diventa più umana e facilmente arriviamo ai Libri di San Daniele, una delle curiosità che volevo togliermi. Ora il Maurin si decide a passare davanti a battere la pista che ci conduce prima al Monte Sterpezza (2215 m) quindi alla sospirata meta, ben cinque ore il tempo impiegato, del magnifico  paesaggio non sto a dire. La scelta obbligata per la discesa è verso Sud, Erto ci aspetta  1500 m più in basso.  Ci caliamo sui nevai, al loro termine rintracciamo più per fortuna che per senso dell’orientamento una traccia che seguita attentamente ci porta a intersecare il sentiero  381 che dal paese sale alla cava di marmo del Buscada, i patemi sono finiti, all’imbrunire arriviamo alla strada della Valcellina. Non resta altro che seguirla e con un’ultima fatica tornare a Casso a recuperare la macchina con soli (si fa per dire)quasi altri 200 m di salita. Due ore e mezza fino a Erto, poi ho perso il conto.

 Le stradine di Casso

 Casso

 Il paese dall'inizio del sentiero

 La frana del Monte Toc

 La valle del Piave

 Le cime del Bosconero

 Longarone dai praliss

 Rimontando i praliss del Salta

 La ripida salita a Forcella Piave

 Fra bianchi pilastri forcella Piave

 Arrivo in forcella

 Il Gruppo del Bosconero

 Sulla cresta

 Dalla cresta verso Ovest

 Le Frecce Tricolori ci danno il benvenuto

15 Il monte Sterpezza

 La facile cresta dello Sterpezza

 I Libri di san Daniele

 I Libri da vicino

 Traversata al Borgà

 Battendo faticosamente la pista

 In cima

 Di tutto e di più, Pelmo Tofane Antela ecc.

Vista a SE - Resettum, Cornetto, nelle foschie la pianura

 Nevai in discesa

 Una veduta del Col Nudo

 La vecchia Erto

Ultimo sole sul Borgà

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