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Monte Salincjet (1857 m) dalla val Pontebbana

Le condizioni del tempo non invitano a grandi imprese, fra le varie opzioni alla fine prevale il Salincjet, non c’è da fare molta strada e il dislivello non è importante. Da Pontebba saliamo verso il passo del Cason di Lanza passando da Studena Bassa, la strada sale stretta e ripida sui due versanti della valle, per la nostra gita ci sono tre possibilità, da Carbonarie, dal ponte a quota 1455 che è quello previsto e dal valico. Al ponte non adocchiamo la tabella ben celata da un abete, poco oltre troviamo un’indicazione (1470 m), non resta altro che consultare la carta, questo sentiero si dirige alla forca Pizzul con il segnavia  441, tuttavia con una una deviazione ci si può raccordare a quello più in basso, ormai abbiamo parcheggiato e decidiamo valida la variante. Alla partenza comincia anche a piovigginare, andiamo avanti solo perché l’itinerario passa dall’ ex casera Pezzeit, ora casa forestale, se le cose si mettono male può offrire un valido riparo, almeno speriamo sia così. Ci alziamo nel bosco per un duecento metri, a quota 1662 usciamo in una radura invasa da alte erbe, delle paline indicano la via giusta nella nebbia e troviamo il bivio, a sinistra scende la nostra traccia (con i segni giallo-blu dell’alta via dell’Incarojo) perdendo quota rapidamente fino al ricovero, chiuso a chiave e quotato 1474 m slm, abbiamo guadagnato ben quattro metri di dislivello. Il lato positivo è che non piove più anche se non ci sono schiarite in vista. La prosecuzione verso Sud è più o meno in piano fino a dove il bosco si dirada. Traversata una zona ghiaiosa si sale a una cengia in esposizione con un tratto assicurato nel versante Nord del Salincjet, si torna nel bosco e si arriva alla larga insellatura del Cuel Mat e a un ulteriore bivio, la cresta Est della nostra meta rimane a destra. Si sale ora sui due versanti e sulla dorsale prevalentemente a mughi con parecchi resti di postazioni militari, in ultimo si giunge in cima da Sud per erbe e detriti. Del promesso panorama riusciamo appena a intravedere la cima NO più alta di un metro e dall’accesso sconsigliatissimo, 2° friabile. Torniamo indietro sulle nostre tracce fino alla casera Pezzeit, qui prendiamo sulla destra il sentiero 435, anch’esso presenta varii saliscendi con l’attraversamento di ruscelli e tratti fangosi, per di più la zona è stata interessata da valanghe (probabilmente risalenti al nevoso inverno del 2009) e conseguenti alberi caduti solo parzialmente rimossi per cui il risparmio in termini di tempo è relativo. Ottobre 2012.

1 E' arrivato l'autunno

2 Segnavie nelle alte erbe dei pascoli inselvatichiti

3 L'ex casera Pezzeit ora rifugio della forestale

4 Sulla cengia

5 Al bivio del Cuel Mat

6 Il Cuel Mat dalla cresta

7 Postazione sulla cresta

8 La cresta si perde nella nebbia

9 Uscita in vetta

10 In cima

11 Il ritorno

12 Sulla cresta ma in discesa

13 Resti della grande guerra

14 Un funghetto

15 Uno dei guadi sul sentiero inferiore

16 L'ultima risalata tra i faggi

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