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Edigon (2511 m) – Da Nord alla seconda quota del gruppo

La cresta di confine fra il Passo Giramondo e il Giogo Veranis a parte gli affioramenti calcarei della Creta di Bordaglia e del Navagiust  è costituita da minerali scistosi di formazione antichissima, più scuri e meno attraenti per gli arrampicatori, questo apprendo dalle mie letture, passando da Forni Avoltri si ha uno scorcio di queste alte cime verdeggianti. In particolare sulla Val Fleons si affacciano le tre cime più elevate, la Creta Verde, l’Edigon e il Fleons con i loro ripidissimi versanti meridionali di rocce miste a erba. Dopo essere stato d’inverno sulla prima e la terza in memorabili e adrenaliniche gite mancava ancora quella di mezzo, sconsigliatissima dall’Italia ma possibile dall’Austria anche poco remunerativa a giudizio, sempre opinabile, delle guide in mio possesso. Non avendo di queste remore e con la vettura a pieno carico, siamo in cinque fra cui il nostro interprete, per il passo di Monte Croce Carnico scendiamo a Mauthen svoltando a sinistra in Lesachtal subito dopo il ponte sul fiume Gail. La valle va risalita fino all’abitato di Klebas dove si scende portandosi sulla riva destra del torrente, la stretta strada è asfaltata fino al villaggio di Obergail e prosegue in seguito sterrata ma senza divieti (in questo i nostri vicini sono meno integralisti) fino alla Obergailer Alm, una malga a 1426 m di quota dove ha inizio la nostra camminata. Con una carrareccia che in breve si riduce a sentiero munito di segnavia ci alziamo prima nel bosco e poi in terreno aperto fra il Fleons e l’Edigon. L’ultimo tratto  di facile ginnastica fra i massi ci fa uscire alla Forca di Fleons (Schon Joch) fra le due cime nonchè già belli alti, la quota è 2298 m e la vista si apre sulle montagne di casa, la giornata è buona ma tira un’arietta poco salutare e ci dobbiamo riparare sotto il ciglio erboso a consultare la carta. L’Edigon si trova a Est, una traccia si dirige ombrosa sotto il versante settentrionale fra i massi che all’ombra sono ricoperti da un leggero strato di verglas e bisogna prestare attenzione. Il traverso è abbastanza lungo, solo sopra uno spuntone caratteristico i segni nella pietraia si dirigono verso l’alto. Da un intaglio usciamo finalmente al sole, il posto conserva i resti di una trincea ed è abbastanza riparato, la Croce di vetta è poco più a Sud, per arrivarci bisogna percorrere una crestina. Dopo averla guardata un amico si dice appagato e si ferma qui. I primi metri non sono male, in seguito occorre traversare una placca che sarà solo di primo però parecchio esposto, con un poca di assistenza anche le due partecipanti femminili la superano  pur rimanendo in ansia pensando al ritorno. Panorama meritevole, ahimè le Dia dell’epoca non gli rendono giustizia e con le mie scarse cognizioni di fotoritocco non sono riuscito a sistemarle. Con le dovute cautele torniamo alla trincea dove l’amico si è fatto un pisolino, la temperatura si è nel frattempo alzata e il velo di ghiaccio si è dissolto e possiamo divallare con tranquillità. Tre ore e 1/4 per la salita. A Obergail entriamo nella locanda del paesello che si trova vicina a una stalla, alla richiesta di mangiare qualcosa non ci dicono che la cucina è chiusa anche se siamo gli unici avventori e ci offrono molto gentilmente tutto il disponibile, dopo un breve lasso di tempo rientra anche il marito che era ad accudire le vacche. Invece di piangersi addosso questa famiglia riesce a vivere decentemente tra i monti con le due piccole attività.

1 Obergailtal, sullo sfondo le Lienzer Dolomiten

Edigon dalla forca di Fleons

3 La traversata in versante Nord

4 La Cima dall'intaglio di cresta

5 Sulla cresta finale

6 In cresta

7 Sulle placche

8 In cima

9 La Creta Verde e il gruppo del Coglians

10 A SO la Val Fleons e le Alpi Carniche

11 In discesa

12 In discesa

13 Fra i blocchi a riprendere il sentiero

14 Autunno nella valle di Obergail

11 Ottobre 2009

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Categorie: Alpi Carniche Tag:,
  1. Ermanno
    ottobre 12, 2013 alle 8:06 pm

    Da incorniciare le ultime due righe
    Ermanno

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