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Cime della Prendera (2013-2022 m) – Com’è bella l’avventura

Vasto e selvaggio il gruppo Caserine-Cornaget resta forse il meno visitato delle Dolomiti Friulane sia per la mancanza di punti d’appoggio (oltre al rifugio della Pussa alla testata della Valle Settimana e al bivacco Goitan si aggiunge solo qualche casera ristrutturata) che per i problematici accessi alle vette pochissimi dei quali segnalati e senza difficoltà alpinistiche. Nella guida di Sergio Fradeloni, che era un esperto di questi monti, la Prendera viene consigliata quale remunerativa meta escursionistica e due anni orsono ci avevo provato finendo invece per l’opposizione del compagno sul Ciol di Sass (che ha fra l’altro maggiori difficoltà). Era da tempo che la proponevo a giovani e vecchi con scarsi risultati e mercoledì scorso ottengo l’assenso da M. che si prende un giorno di ferie e da Saro reduce da una settimana di scorpacciate nella sua Trinacria. Con la strada della Valcellina prima di arrivare a Claut e dopo il ponte sul torrente a sinistra risaliamo la semideserta Val Settimana, al di là del ponte quotato 815 m è il parcheggio tutto a nostra disposizione poco sotto la visibile casera Settefontane. Ci passiamo accanto, sulla destra inizia il nostro dismesso sentiero che scende subito nel letto del torrente per alzarsi sulla costa alberata in sin. orografica, le alte erbe presenti indicano la sua scarsa frequentazione, comunque qualche ramoscello spezzato o un ometto garantiscono l’orientamento. Si ridiscende nell’alveo destreggiandosi fra massi di varie dimensioni, cascate, rapide e pozze in ambiente molto suggestivo, più in alto dove la traccia usciva sulla destra una frana costringe a rimanere nel Ciol di Sass, quando le labili tracce svoltano sulla destra verso un ripiano con  larici (dell’antica casera rimane poco o niente) a circa 1400 m di quota proseguiamo dritti verso l’ignoto. La cresta a denti di sega delle Cime della Prendera appare ora ben visibile, resta da appurare quale sia la più alta.  Un tratto nel verde ci porta a un più comodo rugo con un filo d’acqua nel centro, ne usciamo verso destra salendo poi i ghiaioni discretamente comodi poi fra grossi massi a una specie di diedro fra le placche di quella che stimiamo sia la vetta e una verticale banca rocciosa. In alto tocca superare delle placche a tratto ricoperte di ghiaia dove occorre un poca d’attenzione, tre timidi camosci sulla cresta si ritirano verso Est prima della nostra uscita in forcella che precipita a S verso le Grave di Gere. Il dottore si ferma qui, uno spigoletto e delle placche ulteriori conducono alla cresta, proseguo fino alla sua estremità SE per avere la conferma che purtroppo non siamo sulla quota maggiore che appare inscalabile sopra l’intaglio ma sulla quota 2013. Dopo una breve sosta torniamo dall’amico e mi sposto per curiosità in versante Sud, una traccia di ungulati continua su una stretta cengia per scomparire al di là di uno spigolo, poco prima una placca sembra praticabile, chiamo il Mauro che accetta l’idea di provarci, superata questa un traverso a destra porta alla base di un camino con qualche sasso instabile che superiamo in opposizione, un ulteriore placchetta ed eccoci all’ometto della vetta che era assente sulla cima minore (una ventina di metri, max 2°). Ora ci tocca ridiscendere in forcella dove abbiamo lasciato zaini e compagno per intraprendere il ritorno che risulta lungo e faticoso, fatichiamo per ritrovare la traccia dell’ex sentiero (un po’ di mughi fanno sempre bene). Tempo impiegato ben 8 h 45’ con le soste, avendo anche dovuto assistere l’amico poco allenato per questo tipo di terreni, comunque il tempo della guida di 4 h è abbastanza realistico anche se difficoltà sono più alte di quanto promesso. A parte l’ometto in cima da quando si abbandona il sentiero non si incontra più alcuna traccia.  17 Luglio 2013.             

1 Casera Sette Fontane

2 Il Ciol di Sass

3 Raponzolo nel Ciol

4 Ciol di Sass

5 Risalendo il Ciol

6 Garofanini

7 Cima Ciol di Sass e Spiz di Val Piovin

8 Le creste della Prendera

9 Salendo alla Forcella

10 Nel diedro inclinato

11 La Vetta dalla Cima SO

12 La cresta della Vetta SO e la Cima Ciol de Sass

13 Discesa alla forcella

14 M. in discesa

15 Sulle placche

16 In Vetta, all'ombra la cima SO

17 L'imbocco del camino

18 Il camino

19 Cautela sulla placca

20 Discesa dalla forcelletta

21 La Prendera dalle ghiaie

22 Turlon e Pale Candele

23 Nel rugo

24 Fioritura nel Ciol

25 Il torrente

26 Da fondovalle la Cima Savalon

 

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