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Croda Cimoliana (2408 m) – L’ambiente incontaminato della parete Est

La Cima è un’elegante pala di dolomia compresa fra la Val Montanaia e quella del Monfalcon di Cimoliana, a Nord la forcella Cimoliana stessa la divide dal Monfalcon di Montanaia e digrada verso la Val Meluzzo prima con l’appuntito Campanile Pordenone e in seguito con rilievi minori. Anche la via comune non è facile presentando difficoltà di un buon secondo grado. Nel complesso quanto poco frequentato versante Est gli alpinisti friulani G. Bianchini e M. Micoli nel 1952 vi hanno trovato una via di 3° e 4° grado e dislivello di 600 m, proprio quella che mi propone il più esperto Giovanni, Zuan per gli amici nel mio primo anno di arrampicata. Coinvolgo nella trasferta, che prevede il pernottamento al rifugio Pordenone, ben quattro dei miei più vecchi amici coetanei e compaesani, uno di loro si porta pure il figlio, vogliono andare a vedere il famoso campanile. Il mattino seguente noi due alpinisti partiamo presto sul sentiero che nel bosco si dirige verso Est fino alla ghiaiosa Val Monfalcon di Cimoliana che rimontiamo per tracce fino a una sorgente di fronte all’enigmatica parete, per avvicinarci saliamo a una costa di ghiaia e mughi. Anche leggendo la relazione, per dirla tutta, non ci capisco un’acca ma il compagno decide per uno sperone e fa il primo tiro di corda, ora tocca a me, a lunghezza finita una bella clessidra sopra una cengia mi offre una sosta sicura. Dopo un tempo che mi pare lunghissimo il partner mi annuncia che non riesce a passare, chiedo istruzioni sul da farsi, mi risponde di fare una doppia, dalla clessidra non arrivo al primo terrazzino e scendo cautamente fino a una piattaforma, ora vediamo se ho imparato a battere un chiodo, in caso contrario saluto tutti. Nonostante la mia scarsa fiducia tiene, riusciamo anche a recuperare la corda e scendiamo piuttosto abbacchiati all’attacco. Attraverso forcella Cimoliana raggiungiamo gli amici, la giornata finisce a tarallucci e vino più una pasta (i compari si sono portati ogni ben di Dio) con i piedi in fresco nell’amato torrente Cimoliana. Agosto 1986.

1 Le Crode della Val Monfalcon di Cimoliana

2 Studio della via

3 Il primo tiro di corda

4 Passaggio fiorito

5 Scornati all'attacco

6 Con i coetanei in Val Montanaia

7 Il Campanile profanato dalle scovazze

Nove anni sono trascorsi, sperando non invano. Anche stavolta ceniamo e dormiamo al rifugio, al mattino tre amici si dirigono in val Montanaia per fare il sentiero Micheluz e la Normale, gli altri quattro (con me c’è il fidato Nevio, gli altri componenti sono il Mauro che accompagna a un giovane che in falesia fa prodezze. Arriviamo al attacco salendo la gola fra due mammelloni baranciosi, entriamo in una grotta uscendone per un foro quindi saliamo il pilastrino sovrastante, III un poco friabile. Dei due camini scegliamo quello di sin. meno profondo che si scala sulla faccia destra, IV solido, poi si traversa su una cengia verso sin. fino a una forcelletta fra un gendarme e la parete scendendo qualche m sul lato opposto e attraversato un canalino superare una parete verso destra ed entrare in un ulteriore camino (3 sup). Un primo strapiombo si supera per un foro sul fondo mentre quello seguente lungo la fessura di sin, è il tratto più impegnativo, IV abbondante. Si prosegue lungamente per paretine e caminetti fino ad uscire su una cengia che si percorre verso sin. Con difficoltà calanti si sale alla cengia dove transita l’anello Micheluz, III discontinuo. Si segue questa a sin. fino a una tacca da dove ci si alza senza via obbligata per due tiri di corda. Qui una parete seguita da uno sperone sale a intersecare la via normale, dal I al III. Queste sono le mie scarne note dell’epoca per i quattordici tiri di corda, non saprei se abbiamo percorso la via di Blanchini e Micoli che d’altra parte esce in cima autonomamente, la vastità dell’ambiente e la mancanza assoluta di tracce o chiodi rendono il percorso piuttosto incerto e difficile da reperire. Qui, neanche ci fossimo dati un appuntamento incontriamo i tre pretendenti alla poco normale e depositiamo gli zaini per salire in vetta tutti assieme, guidati ora dagli ometti presenti. La cima consiste in una tozza torre circondata da roccia friabile, anche se da essa il Campanile abbia l’aspetto di un paracarro siamo al centro dei Monfalconi con la loro complessità. Il tratto più suggestivo della discesa è il percorso di cenge soffittate con le quali si esce alla Forcella Cecilia, fra la vetta e il Campanile Pordenone, qui un camino scende alle ghiaie in Val Montanaia. Il socio del Maurin dopo questa esperienza traumatica si è dedicato completamente all’arrampicata sportiva. Luglio 1995.

8 Il Monfalcon di Montanaia

9 La Est della Croda Cimoliana

10 La Via

11 La Via

12 La Via

13 La Via

14 La Via

15 La Via

16 La Via

17 L'uscita sulla spalla della normale

18 La vetta

19 In Cima

20 Il vicino Monfalcon di Montanaia

21 Verso la Val Cimoliana

22 La cuspide del Campanile Pordenone

23 L'ambiente della Normale

24 Le Cenge a tetto della discesa

25 In discesa

26 Ometto all'imbocco del camino

27 Il Camino iniziale

28 Val Montanaia

29 La Croda Cimoliana da SO

Per la relazione della Via Micoli consultare il Berti,  Dol. Or. – Vol. II – Ed. CAI-TCI

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