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Grossglockner (3797 m) – una nobile cima di tipo occidentale

Proprio in questo mese ricorre il 30° anniversario della salita che è stata la mia prima su una grande montagna di neve e ghiaccio, la più alta e ambita dell’Austria. Il tempo non è stato clemente con il nostro gruppetto, le due componenti femminili, Emanuela e Paola sono passate a migliore vita da molti anni e qualche tempo fa anche Luigi (Il Mestri) se ne è andato in silenzio. Diego si è ritirato dall’alpinismo per raggiunti limiti d’età ma collabora al recupero di vecchi sentieri nella sua Forgaria, Carlo che è stato il nostro capogita in questa occasione, dopo aver messo su famiglia è sparito. Resta Ernesto (Il Cjargniel) che incontro a volte casualmente nelle sue terre d’origine. Optiamo per l’approccio da Sud, da Lienz seguiamo in direzione NO la valle dell’Isel fino a Huben dove svoltiamo a destra in direzione di Kals dove una strada a pedaggio termina presso la Luckner Haus, un alberghetto a 2227 m di quota e da dove appare piuttosto impressionante la nostra meta. Due ore  ci vogliono per raggiungere il rifugio Studl (2802)  percorrendo fra torrenti nevai e fiorellini il sentiero che risale la Kodnitztal. Dopo una notte insonne dovuta al pensiero di cosa ci aspetta il giorno seguente o forse alla cucina e birra del nostro ostello prima del sorgere del sole siamo pronti, per prima cosa si sale su una dorsale detritica verso N (sentiero) per scendere sull’altro versante al ghiacciaio Kodnitz, poco ripido e senza crepacci. L’aria frizzante del mattino gioca un brutto scherzo al mestri che diventa verde, per ripararlo dagli sguardi indiscreti degli altri alpinisti mentre espleta i suoi bisogno prendiamo esempio da non so quale Re di Francia che alla vigilia di una battaglia per intrattenersi con la regina si fece scudo dei suoi soldati. Riprendiamo la salita, verso l’alto ci si sposta sulla rocce di destra per evitare i crepacci e infine si arriva al Nido d’Aquila (Adlershue) 3454 m. Qui si inizia a fare sul serio e inauguro fieramente i miei ramponi a dieci punte, resta il dilemma delle cordate, Carlo è l’unico ad aver frequentato un corso roccia (in premio si è someggiato la corda da 40 m), in più disponiamo di un cordino lungo una ventina, questa viene messa a disposizione mia e del cjargnel che non avendo alba di nodi, assicurazioni e manovre varie preferiamo lasciare nello zaino. Gli altri cinque si legano tutti assieme, Carlo primo e Diego ultimo, le ragazze nel mezzo con delle asole, richiesto al mestri di assicurarsi questi passa un moschettone sulla cavezza scorrevole a mò di ferrata, risolti più o meno i problemi attacchiamo il pendio che piuttosto ripidamente sale alla cresta. La giornata stupenda comporta anche un certo affollamento,  la cresta sottile ed esposta presenta delle belle cornici verso Nord, ci sono anche dei lunghi fittoni in ferro per l’assicurazione ma a questo punto procedendo slegati stacchiamo gli amici e arriviamo sopra la temuta Glockhnerscharte, l’intaglio che separa il Klein dal Gross e dove troviamo un ingorgo, gente che va e gente che viene e si passa uno alla volta, ci sediamo attendendo pazientemente il nostro turno. Inaspettatamente quando viene sono spariti tutti, la sella è un filo di rasoio o poco più (verso N precipita il canalone Pallavicini, tentato in seguito e fallito per il maltempo, siamo riusciti a malapena a ridiscendere dal Bivacco), poi si scala l’ultima paretina di gneiss rossastro solido, sono pochi metri di 2° e usciamo in vetta che per il momento è deserta, il panorama non occorre neanche dirlo è dei più celebrati, poi arrivano anche gli amici, le congratulazioni e poi la discesa che si svolge sulla stessa via, irresponsabilmente né a me né al mio degno compagno viene l’idea di usare la corda, ma infine per fortuna rientriamo tutti interi alle rispettive magioni.

9 Luglio 1983

1 Kals, la stazione del pedaggio

2 Il Glockner dalla Luckner Haus

3 Salendo alla Studl Hutte

4 Fiori fra lo Gneiss

5 Contrasto di colori

6 Kodnitz Tal

7 Studl Hutte

8 Alba dal rifugio

9 Il Rifugio dal costone

10 Alba sul ghiacciaio

11 Sulla dorsale detritica

12 Sosta sul Kodnitz Kees

13 La cresta prima dell'Adlers Hue

14 Il Glockner dall'Adlers Hue

15 Panorama a SO

16 A NE il G. Wiesbachhorn e le Alpi Calcaree settentrionali

17 Il ghiacciaio Pasterze

18 La cresta del Kleinglockner

19 La cresta del Kleinglockner

20 Ernesto in attesa sulla Glocknerscharte

21 La Croce di vetta e il Gross Venediger

22 Tutta la compagnia

23 Discesa alla Glocknerscharte

24 Sulle rocce finali in discesa

25 La cresta nevosa al ritorno

26 Il Glockner alla luce del pomeriggio

26 La cascata all'ingresso della Kalstal

 

Cinque anni dopo ritorno alla Studl Hutte più preparato, con me ci sono, oltre a uno storico amico dei tempi andati due freschi reduci del corso di alpinismo, due cordate quindi, in programma c’è la Studl Grat ovvero Cresta S interamente rocciosa e munita di chiodi di sicurezza, al mattino dopo se verso S e le lontane Dolomiti risplende il sole mentre cupi nuvoloni ammantano la cima imbiancata da neve fresca. Ci portiamo sulla dorsale sopra al rifugio percorrendola tutta fino all’attacco dove la visibilità è ridotta a pochi metri e spira pure un gelido vento. All’epoca ero il più forte della compagnia e a me tocca decidere se partire o meno, alla fine prevale la prudenza e dirottiamo alla via normale già conosciuta. Ove possibile ci caliamo sul ghiacciaio dell’ opposto versante raccordandoci alla pistata via comune che oggi non soffre del consueto affollamento. Il rifugio Erzherog Jhoann e rivestito da cristalli di ghiaccio e inaspettatamente rivediamo il sole, sulla cresta a differenza della salita precedente adottiamo le misure di sicurezza e la salita si conclude felicemente in sette ore e mezza. In discesa alla fine del ghiacciaio la neve molla nasconde un’insidiosa lastra di ghiaccio, sono senza ramponi e guanti, una scivolata mi costa un bel taglio al palmo della mano. Sono le otto di sera quando arriviamo al parcheggio. 3-4 settembre 1988. Lo spigolo rimane uno dei progetti mai realizzati.

1 Nei pressi della Luckner Haus

2 Tempo splendido ma verso Sud

3 Il Glockner dalla dorsale di attacco

4 Lo sperone attrezzato sotto al Nido delle Aquile

5 Arrivo al rifugio

6 Sulla cresta

7 La Glocknerscharte

8 Rivediamo la ferrea Croce di vetta

9 Panorama a Ovest

10 Al pomeriggio il sole risplende

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