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Spitzkofel (2718 m) – ambiente bucolico per una vetta rocciosa

Negli anni dell’arrampicata ci eravamo invaghiti della bellissima cresta Nord a denti di sega di questa cima, la più elevata a Ovest del circo del rifugio Karlsbader che ha difficoltà massime di quarto superiore sulla seconda torre con Festen Fels (roccia ottima), salita che richiedeva un bivacco in un luogo improbabile che mi pare si chiamasse Wilde Badstube e la partenza dal corso della Drava 700 m, in tutto più di 2000 m di dislivello. Ormai la via è entrata nel lungo elenco dei progetti irrealizzabili, tuttavia almeno in cima e sempre in quel periodo ci sono stato percorrendo la strada più facile. L’approccio in auto prevede il Passo di Monte Croce Carnico e il successivo Gailsberg che porta a Oberdrauburg nella valle della Drava, si prosegue fino a  Lienz, capoluogo dell’Ostirol. Dalla graziosa città si continua seguendo il corso del fiume verso SO fino a Leisach, poco dopo e vicino a un Gasthof un ponte a sinistra consente di varcare il corso d’acqua, al di là una forestale è percorribile liberamente fino a Klammbruchl 1104 m, un ponte sopra una gola dove si posteggia.

1 Primo sole sullo Spitzkofel dalla Dolomiten Hutte (est)

2 Lo Spitzkofel in veste autunnale

Seguendo sempre la strada ci si alza in un’abetaia si arriva fino a un cancello rigorosamente in legno che ci informa che stiamo entrando nel territorio della malga, ora l’ambiente varia,  verdi prati e radi larici di veneranda età ci accompagnano fino al recinto della Kerchsbauer Alm-Schutzhutte 1802 m, che funge anche da rifugio. Si prosegue in direzione Ovest in un vallone insolitamente ampio limitato a Sud da una cresta molto dentellata fra vacche al pascolo e marmotte che fischiano, il posto è veramente bucolico e tranquillo, in ultimo la traccia sale traversando dei ghiaioni su buona traccia per uscire alla forcella Hallenbachtorl (2399 m), che dà accesso a un vallone con lo stesso nome. Ne attraversiamo la testata senza grosse perdite di quota poi i segni azzurri si dirigono verso una gola dove si trova l’attacco della nostra via. Salgono sulla destra, nonostante l’aspetto poco rassicurante la roccia è discreta con saltuarie attrezzature nei tratti che impegnano di più ma senza i passi atletici cui ci hanno abituato alcune nostre vie ferrate. Si esce all’anticima dove si trova la Linder Hutte (2683 m), un bivacco in muratura piuttosto malmesso, tuttavia all’occorrenza molto comodo. Una crestina ci porta sopra l’intaglio che ci separa dalla vetta, scendiamo (altri cavi) e rimontato l’opposto versante siamo alla Croce che come sempre nella cattolica Austria contrassegna la Cima. Ampio panorama, bella soprattutto la conca di Lienz e i sovrastanti Alti Tauri. Scendendo non manchiamo di approfittare dell’ospitalità del rifugio, il gestore è gentile e simpatico, un vero montanaro con cappello e grembiule, ci accoglie fumando un sigaro mentre sulla burrosa figlia facciamo dei pensieri che qui non posso riportare anche (probabilmente oggi sarà una florida frau con parecchi pargoli). Ci viene offerto del formaggio che stranamente in Austria nonostante il cospicuo numero di bovini raramente si trova, un paio di birre e uno schnaps e la giornata si conclude felicemente.

3 Dai pressi del ponte sulla Drava

4 Giardino di pietra

5 Il portone della malga

7 La malga-rifugio

8 Ambiente pastorale a monte del rifugio

9 La sella Hallenbach

10 Papaveri sui ghiaioni

11 L'attacco della salita

12 Torrette e pinnacoli

13 Un tratto attrezzato

14 Il bivacco sull'anticima

15 Dietro la cresta in ombra la vetta

16 Calata all'ultima forcelletta

17 La Croce in cima

18 Verso Est l'anfiteatro del rif. Karlsbader

19 Lienz e gli Alti Tauri

20 Risalita all'anticima

21 In pausa al bivacco

22 Sulla ferrata ma in discesa

23 Al galoppo sui ghiaioni

24 Indicazioni alla forcella

25 Verdi pascoli sotto le crode

26 Marmotta in preallarme

27 Il gestore del rifugio

28 Gli avventori soddisfatti

29 Una tassa ben fatta

Più di 1600 m di dislivello, circa 4 ore ½ per la salita, luglio 1994

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