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Antelao 3263 m, la Via Menini da NE, Ad

Il gruppo dell’Antelao non è molto esteso ma culmina con la più alta vetta delle Dolomiti Orientali, secondo solo alla Marmolada fra le intere Dolomiti. Limitato dalla valle del Boite a Sud, la Val d’Oten e il Piave a Est e la Valle di San Vito a Ovest collegate dalla Forcella Piccola (2120 m),  un centinaio di metri più in basso a Est si trova il rifugio Galassi. Conserva a Nord due ghiacciai, la prima salita su neve da questo versante fu percorsa dal Capitano Menini con gli Alpini Carrara e Zandegiacomo e le guide Pordon e Toffoli nell’agosto 1886 che scalarono i lastroni (attualmente attrezzati) che portano al ghiacciaio superiore e il canalone nevoso arrivando alla forcella (3100 m) che ha preso il nome dal nostro capitano come la cima più a Est, nel 1932 Arnaldi e Maraini salirono direttamente dal ghiacciaio inferiore ma essendo alla fine di Agosto ebbero parecchi problemi nel superamento della crepaccia terminale.

La via Menini con variante Arnaldi-Maraini – 50°/55° – 2° sup., 1250 m

Dopo queste note storiche scopiazzate qua e là anch’io torno indietro di una ventina di anni e alla nostra piccola impresa. Prima di partire ci accertiamo che la preziosa base di appoggio sia aperta e gestita, ci arriviamo salendo da Calalzo in Val d’Oten, libera alla circolazione fino alla Capanna degli Alpini 1395 m, in un paio d’ore di cammino varchiamo la porta del nostro ostello. E’ il 30 di Giugno, tempo bello stabile, cinque sono i pretendenti alla via e due i personaggi di supporto, il buon Bepo e l’allora compagna del Maurin. Oltre a questo e al sottoscritto c’è Maurizio, la Cinzia che deve inaugurare i ramponi nuovi e un certo Ermanno sparito  molti anni fa dalla circolazione. Siamo già in movimento prima delle cinque, con il sentiero delle laste saliamo al ghiacciaio inferiore, l’innevamento è buono e optiamo per la più logica e diretta variante del 1932 evitando il giro della ferrata dei Lastoni, alla crepaccia terminale ci leghiamo, io e Maurizio faremo da capicordata rispettivamente a Cinzia ed Ermanno, Maurin rifiuta sdegnosamente la cavezza, andrà avanti in solitaria. Il crepaccio, fonte di varie complicazioni nella prima salita è facilmente superabile in corrispondenza della rigola centrale. Le pendenze con questa neve sono abbastanza potabili solo che non procedendo a comando alternato si perde parecchio tempo (La mia allieva ha il piedino di Cenerentola e non ha trovato un paio di ramponi adatti e anche l’altro secondo non è un fulmine di guerra). Ci raccordiamo con il canale Menini che arriva da sinistra, l’inclinazione qui raggiunge il massimo e usciamo in forcella, qui bisogna traversare a destra salendo una delicata dorsale di dura ghiaia e neve, poi qualche metro di rocce poco affidabili per entrare nei camini dei salti Pordon (qui gli apparve il diavolo in alta uniforme). Spediamo avanti il Maurin con la corda, finora ha sghignazzato ma ora si rivela finalmente utile, nonostante le fosche previsioni dopo i primi metri si arrampica abbastanza sicuramente con difficoltà calanti, dopo ben otto ore calchiamo la cima del Re delle Dolomiti. Per la discesa è bene conoscere la via normale del versante Nord, il castello sommitale ci impegna alquanto, in seguito ci sono le laste completamente innevate, verso la fine quasi pattinabili mentre le cenge a NO sono sgombre, possiamo tirare un sospiro di sollievo. Al rifugio la compagna di Mauro ha sbollito la crisi di gelosia verso Cinzia e ci accoglie amabilmente, è ora di divallare, che domani è di nuovo Lunedì. 12 ore in tutto, l’anno è il 1991.

1 Veduta sulle placche dalla Val d'Oten

2 L'Antelao da NE

3 L'alba

4 Primo sole sul ghiacciaio

5 Il ghiacciaio inferiore

7 Sorapis e Marmarole

8 Il canale della variante Maraini-Arnaldi

9 La salita

10 La salita

11 La salita

12 Alla confluenza dei canali

13 Sulla via originale

14 La Punta Menini dal tratto finale

15 I protagonisti in cima

16 Verso Ovest

17 L'inizio della discesa

18 Il castello sommitale

19 Il Bivacco Cosi

20 Sulle laste

21 La Cima dalle laste

22 Sorapis e Tofane

23 Le cenge a NE

24 Al rifugio Galassi

25 L'Antelao con la via di salita dal Rifugio

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